“In Provincia il Cuore della Valle”Non sono stato colto da un improvviso “raptus romantico” (come asserisce ironicamente mia moglie ...).
Il territorio del nostro collegio, che riunisce 16 comuni della media Vallecamonica (Bienno, Borno, Braone, Breno, Cerveno, Ceto, Cimbergo, Cividate, Losine, Lozio, Malegno, Niardo, Ono S. Pietro, Ossimo, Paspardo e Prestine) non è solo il
cuore geografico della Vallecamonica.
Ne costituisce anche il
cuore storico, culturale, artistico, religioso, amministrativo e, seppur con alcune fatiche,
produttivo.
Ricordiamo l’immenso e stupendo
patrimonio artistico che rimanda a una storia che attraversa i millenni: incisioni rupestri, resti romani, chiese e castelli, cicli pittorici (Da Cemmo, Romanino, ...), gruppi scultorei (Fantoni, Simoni, ...), eremi e monasteri, centri storici, musei di ogni sorta (con la perla del recente Museo Camuno che valorizza il patrimonio raccolto da don Romolo Putelli).
Una terra che ha generato
grandi imprese, civili e religiose, incarnate da
personaggi illustri.
Solo guardando ai secoli più vicini in campo religioso come non ricordare la Santa Gerturde Comensoli, e i Beati Giuseppe e Mosé Tovini, Innocenzo da Berzo (ma nato a Niardo ...), Madre Annunciata Cocchetti, ...
E sul fronte civile basterebbe richiamare l’eroica testimonianza del maestro Giacomo Cappellini, martire della libertà con centinaia di partigiani e staffette ...
Una terra dove l’eredità del passato anima oggi
istituzioni ed associazioni al servizio dei bisogni e umani vecchi e nuovi per lenire le vecchie e nuove povertà, per promuovere una
sicurezza di vita non ripiegata su se stessa, ma aperta a promuovere una
qualità di vita intessuta di relazioni e di accoglienza. Parrocchie, cooperative sociali, associazioni di volontariato socio-assistenziale, ludico e culturale sono la trama di un tessuto sociale ricco, ma minato dal virus dell’incertezza e dell’insicurezza.
Insicurezza che tocca anche un tessuto produttivo comunque solido e variegato:
allevamento e agricoltura che vedono la riscoperta di antiche colture (la vite, la castagna, le mele, ...) affiancare le tradizionali attività delle nostre fattorie e delle nostre malghe;
aree artigianali e industriali (Cividate, Breno, Ceto-Nadro, ...) dove imprese innovative ne affiancano altre più consolidate, ma tutte attraversate da venti di crisi che necessitano di un intervento forte e unitario per essere affrontati.
E poi il
settore dei servizi (scuole, servizi amministrativi e finanziari, ...), il
commercio e il
turismo culturale e ambientale con il settore degli
impianti di risalita per lo sci alpino da integrare con le
esperienze sperimentali di turismo ambientale alternativo e del turismo culturale con i suoi primi frutti anche in termini occupazionali stabili.
Una
terra ricca dal cuore vigoroso che un ente come la Provincia deve
rilanciare non cancellando o sostituendo gli enti locali comunali e comprensoriali (come alcune riforme dei cosiddetti federalisti fanno intravedere), ma
sussidiandone e coordinandone l’autonomia.
Con il
vostro voto porterò in Provincia il Cuore della Valle.